Sportello Informazioni

Lo stato dei fatti in sintesi

Attenzione: Il 31/07 è arrivato e dopo due anni dal lancio dell’ apertura delle adesioni per la rivalutazione delle pensioni abbiamo dato lo “stop” alla campagna di RimborsoPensioni.it.

DAL 31/07 NON E’ PIU’ POSSIBILE ADERIRE ALL’INIZIATIVA.

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Chiunque percepisca, dal dicembre 2011, una pensione superiore a 1.450 euro lordi (circa 1.088 euro netti) e che abbia subito il blocco della rivalutazione delle pensioni previsto dalla “Riforma Fornero”, dichiarato incostituzionale dalla sentenza Corte Cost. 70/2015.

Se si è andati in pensione nel 2013 si può ricorrere solo se si ha un importo lordo mensile di pensione superiore alle 6 volte il trattamento minimo INPS ( 3000 euro ) lordi.

Al contrario, è escluso chi percepisce una pensione complessiva inferiore a 1.450 euro lordi, poiché in questo caso la rivalutazione non è stata bloccata.

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, chi percepisce una pensione pari o superiore ai 3.000 euro lordi (corrispondente a circa 2.000 euro netti) può ricorrere poiché, dal 2011, ha subito il blocco delle pensioni e avrebbe diritto agli arretrati e alla rivalutazione futura della pensione, come stabilito dalla sentenza Corte Cost.70/2015.

Questa sentenza è stata disattesa dal decreto legge n.65/2015 (“Decreto Renzi”) che non ha riconosciuto niente alle pensioni di importi pari o superiori a 3.000 euro lordi.

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No, non è previsto un tetto massimo di pensione lorda oltre il quale non si ha diritto di ricorrere.

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La svalutazione nel 2012 è stata del 2.7% per il 2013 del 3% . Ciò vuol dire che prendendo come base un trattamento pensionistico lordo di 30.000 euro annui per i due anni, l’importo si aggira intorno ai 1.800 euro.

Ebbene questa cifra VA MOLTIPLICATA PER TUTTI GLI ANNI DELLA DURATA MEDIA DI UN TRATTAMENTO PENSIONISTICO pari ad almeno 25 anni.

Ciò determina una somma non inferiore a 50.000 euro.

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L’ INPS con il messaggio n. 4017 del 12 giugno 2015 ha ordinato ai patronati di RESPINGERE tutte le domande di ricostituzione dei trattamenti pensionistici relativi alla rivalutazione della pensione!

Leggi il Testo originale del Messaggio INPS ai Patronati

La gratuità del ricorso davanti ai patronati non è veritiera e si basa su una erronea qualificazione del concetto di ricorso e nella differenza fondamentale che intercorre tra ricorso amministrativo e ricorso giurisdizionale. Il patronato può fare ricorso amministrativo contro l’ Inps per conto del suo assistito e questo è gratuito, anche perchè la legge non prevede esborsi. Il patronato NON PUO’ fare il ricorso giurisdizionale perchè questo, sino ad oggi è solo possibile affidandosi ad un avvocato e pagando una tassa a titolo di contributo unificato per il deposito dello stesso.

Quindi è falso che il ricorso fatto dai patronati sia il ricorso giurisdizionale ed è falso che possa essere gratuito a meno che il patronato non si assuma i costi ma non pare che ciò si sia mai verificato.

Peraltro il ricorso amministrativo nella vertenza relativa alla rivalutazione delle pensioni per il biennio 2012 e 2013 non è necessario perchè l’esito non potrà che essere negativo e l’ Inps non potrà che respingere il ricorso a ciò vincolata dalla norma di cui al d.l. 65/2015 ed ecco perché i Giudici ritengono che in questi casi non sia necessario esperire il previo ricorso amministrativo che è invece obbligatorio in tutti gli altri casi.

Per proporre ricorso giurisdizionale, l’unica azione che può dare dei frutti in questa controversia ( l’Inps non può infatti sollevare nel procedimento amministrativo la questione di legittimità e richiedere l’ intervento della Corte Costituzionale) è opportuno rivolgersi ad un avvocato che possibilmente abbia esperienza pluriennale nelle controversie contro le Pubbliche Amministrazioni, Rimborsopensioni.it ha come legale l’Avv. Pietro Frisani che in questo campo ha la pluriennale esperienza richiesta.

Di seguito un passo dell’ordinanza di Palermo alquanto significativa in merito al ricorso amministrativo / giurisdizionale.

N. 35 ORDINANZA (Atto di promovimento) 6 novembre 2013 Ordinanza del 6 novembre 2013 emessa dal Tribunale di Palermo (r.o. n. 35 del 2014)

Il Tribunale Osserva(…)il ricorrente indicato in epigrafe -previa rimessione degli atti del presente giudizio alla Corte costituzionale per l’esame della questione di legittimita’ costituzionale del comma 25 dell’art. 24 del decreto-legge n. 201/2011, convertito con modificazioni in legge n. 214/2011, per contrasto con gli artt. 3, 36 comma 1, 38 comma 2, e 53 Cost., nonche’ con il combinato disposto degli art. 3, 36 e 38, Cost. e con il combinato disposto degli artt. 2, 23, 53, Cost. – chiedeva dichiararsi l’illegittimita’ del blocco della perequazione automatica delle pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo INPS per il biennio 2012/2013 e, per l’effetto, condannare l’ente previdenziale convenuto a riliquidare in proprio favore il trattamento pensionistico perequato ex legge n. 448/1998, art. 34, comma 1 ed a corrispondergli i relativi ratei maturati e non percepiti e/o percipiendi nel biennio 2012/2013, maggiorati di interessi e rivalutazione monetaria come per legge sino all’effettivo soddisfo.
Ritualmente instauratosi il contraddittorio, resisteva l’istituto convenuto, chiedendo il rigetto dei ricorsi, dei quali deduceva variamente l’improponibilita’ e infondatezza.

Infondata l’eccezione preliminare sollevata dall’INPS circa l’improponibilita’ del ricorso per mancata presentazione della domanda amministrativa. Infatti ha ritenuto la Corte di cassazione con sentenza n. 7710/2005 che «in materia di prestazioni previdenziali l’azione giudiziaria deve essere preceduta dalla domanda amministrativa – a pena di improponibilita’ – solo ove la stessa sia espressamente prevista dalla legge.».
Non anche, come nella specie, in cui «il diritto ad una prestazione sia ricollegato ad un’interpretazione della legge di cui si contesta la costituzionalita’».

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Per i pensionati del pubblico impiego l’azione si propone presso la Corte dei Conti Regionale, individuata in base alla residenza del pensionato.

Per i pensionati ex dipendenti privati, invece, presso il Giudice del Lavoro della provincia di residenza del pensionato.

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Il ricorso consiste nella richiesta al giudice competente (Corte dei Conti Regionale per i pensionati pubblici, giudice del lavoro provinciale per i pensionati privati) di ritenere la non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art 1 comma 1 del d.l. 65/2015, convertito in legge n. 109/2015, e di rinviare la causa alla Corte Costituzionale.

Qualora la Corte Costituzionale dichiari l’illegittimità costituzionale della norma, il giudizio sarà praticamente vinto e si avrà diritto alla ricostituzione della pensione secondo i parametri precedenti al decreto Renzi.

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I ricorsi saranno cumulativi una volta raggiunte mediamente le 50 adesioni per ogni gruppo. In questo modo, in caso di soccombenza e di eventuale condanna al pagamento delle spese processuali, la somma sarà ripartita fra tutti gli aderenti al gruppo.

Tale somma ammonterà, nella peggiore delle ipotesi a circa 1.000 euro, comportando un contributo minimo da parte di ciascuno degli aderenti (per 50 aderenti circa €20 a testa).

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Rimborso Pensioni, tramite lo Studio Legale Frisani, procederà ugualmente, nei tempi che riterrà opportuni, al deposito del ricorso collettivo, anche se i ricorrenti di un gruppo saranno meno di 50.

L’ipotesi di una condanna al pagamento delle spese processuali, infatti, è veramente remota. Nell’eventualità che ciò accada, tuttavia, la cifra da corrispondere ammonterà a circa 1.000 euro e sarà ripartita tra tutti gli appartenenti al gruppo.

Rimborsopensioni.it avviserà tutti gli aderenti in caso di numero ridotto di ricorrenti e manterrà i ricorsi “in attesa” fino a quando non sarà formato un gruppo di 20 aderenti circa, avendo cura di non far scadere alcun genere di termine.

Resta inteso tuttavia che comunque, qualora non si raggiungesse il numero minimo prima della eventuale udienza della Corte Costituzionale, procederemo IN OGNI CASO al deposito di TUTTI i ricorsi per TUTTI coloro i quali ci hanno conferito mandato.

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Allo Studio Legale Frisani, così come a GCP, non dovrà essere corrisposta alcuna somma aggiuntiva anche in caso di soccombenza.

Qualora la domanda venisse rigettata è ipoteticamente possibile una condanna al pagamento delle spese di giudizio. Tuttavia, generalmente, trattandosi di giudizi in materia pensionistica, tali spese vengono compensate (cioè non c’è  la condanna).

Nel caso – poco probabile – di condanna, l’importo da corrispondere ammonterà a circa 1.000 euro, da ripartire tra tutti i ricorrenti del gruppo.

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Non vi è utilità alcuna di ricorrere per questi pensionati e questo perché la legge finanziaria (legge di stabilità) per il 2014, L. n.147/2013 del 27/12/2013 art. 1, comma 483, ha infatti ripristinato la  rivalutazione monetaria delle pensioni in termini più conformi ai principi costituzionali.

Per saperne di più clicca qui

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Attraverso la Lettera di Diffida da inviare all’Inps di Roma è possibile interrompere ogni termine di prescrizione e decadenza degli arretrati dei ratei pensionistici. Questi termini sono stati ridotti da 10 a 5 anni nel 2011 (lo stesso anno della Legge Fornero).

I ratei del 2012, ad esempio, incominciano a prescriversi a decorrere dal gennaio 2017: sospendere da subito questo termine è dunque fondamentale.

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La Lettera di Diffida deve essere inviata tramite raccomandata A/R all’indirizzo posto in alto a destra sul documento da noi messo gratuitamente a disposizione (sul nostro sito alla pagina “Come fare Ricorso”  ), avendo cura di fotocopiare la lettera firmata che verrà spedita.

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Per l’adesione al ricorso è richiesto, a copertura di tutte le spese derivanti dal deposito dei ricorsi di ogni gruppo, il versamento di 126,88€ (100€ + iva e cap). Questa cifra garantisce il supporto di una struttura professionale che ci permette di seguirvi in modo completo, dedicato ed esclusivo.

In caso gli aderenti ottengano la quota loro spettante di arretrati, Gestione Crediti Pubblici tratterà a titolo di corrispettivo il 10% + iva sulla differenza tra quanto è stato riconosciuto al pensionato nel cedolino di agosto 2015 e quanto decretato in suo favore.

Così, se il corrispettivo sarà sufficiente, verranno restituiti i 100€ iniziali di fondo spese. Iva e cap (la cassa previdenziale forense) non vengono restituite in quanto sono tasse e non entrano a far parte del netto del fondo spese/quota di adesione necessarie allo studio Frisani per istruire la pratica.

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I 100 euro (+ iva e cap) necessari per l’adesione al ricorso devono essere versati tramite bollettino postale.

Un facsimile del bollettino è scaricabile gratuitamente nella sezione “Come fare Ricorso” del sito RimborsoPensioni.it.

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I numerosi servizi da noi offerti comprendono: la modulistica, studiata in modo specifico e a disposizione di tutti sul nostro sito internet; video di spiegazioni e tutorial; un Numero Verde per rispondere in modo celere alle vostre domande; una Piattaforma sul sito RimborsoPensioni.it che permette di seguire i tempo reale lo stato del vostro ricorso; incontri con persone interessate a saperne di più in tema rivalutazione pensioni e propri diritti organizzati in tutta Italia.

Il progetto Rimborsopensioni.it si avvale di uno staff di professionisti con anni di esperienza, uno staff legale di pluriennale prestigio e uno staff tecnico che gestisce il Sito Internet e la Pagina Facebook.

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Il numero di pensione è il numero personale che ciascun pensionato trova indicato sul cedolino generalmente come numero di riferimento/iscrizione della propria posizione contributiva.

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La categoria è la sigla di due lettere che spesso viene apposta prima del numero di pensione.

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Il cedolino/statino del mese di agosto è fondamentale per capire se si è tra le persone che possono ricorrere. Sarà inoltre uno degli strumenti di prova da presentare al giudice.

Se si percepisce una pensione tra i 1.450 e i 3.000 euro lordi il cedolino di agosto 2015 riporterà la voce “applicazione sentenza 70/2015”.

Tale voce è la conferma che l’interessato ha diritto a ricorrere.

Se si percepisce una pensione lorda pari o superiore ai 3.000 euro lordi tale voce non sarà riportata sul cedolino di agosto 2015 poiché nessuna una tantum è riconosciuta per pensioni di tale importo.

Anche in questo caso l’interessato ha diritto a ricorrere.

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Il cedolino può essere reperito recandosi presso uno sportello della sede Inps di competenza oppure chiamando il Call Center dell’Inps e chiedendo all’operatore quale percorso seguire per reperirlo on line sul portale Inps. In questo caso si raccomanda di chiedere informazioni anche su come ottenere il PIN per accedere alla propria area riservata.

Come reperire il Cedolino INPS online

PIN-INPS
Una volta entrati nel sito INPS (www.inps.gov.it) presso il canale “Servizi Online” dell’Istituto, bisogna seguire il percorso “Per tipologia di servizio”. Da qui, bisogna andare su “Servizi per il cittadino” e, dopo aver inserito Codice Fiscale e PIN, si avrà accesso al sistema e seguendo il percorso “Fascicolo Previdenziale del Cittadino”, “Prestazioni”, “Pagamenti”, “Pensione”, “RataXX” sarà possibile visualizzare tutte le informazioni relative alla propria pensione. I servizi INPS online sulla pensione sono disponibili anche sua smartphone.

Leggi di più

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Tutta la documentazione inerente al ricorso è presente su sito sotto la voce menù “Come Fare Ricorso”.

compila modulistica

Vi ricordiamo che iscriversi al sito per scaricare la modulistica non comporta alcun costo nè vi obbliga ad una futura adesione al ricorso.

In caso di difficoltà è possibile contattarci all’indirizzo e-mail o ai numeri presenti alla sezione “Contatti”.

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La modulistica deve essere compilata seguendo le indicazioni del “foglio istruzioni” presente nella sezione del sito in cui sono disponibili i documenti scaricabili gratuitamente. Va compilata per intero e inviata solo se completa di tutti gli elementi richiesti nell’ ”elenco documenti da inviare” che sono in totale 10.

E’ indispensabile compilare il modulo “scheda notizie” in tutte le sue parti e fare attenzione (per questo e per gli altri documenti richiesti) a scrivere in stampatello.

I documenti “scheda notizie”, “conferimento di mandato”, “procura alle liti e procura speciale”, “informativa alla privacy” devono essere inviati firmati in originale.

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No, la documentazione deve essere inviata esclusivamente tramite raccomandata A/R

Spedisci la modulistica a Gestione Crediti Pubblici Srl Via Curtatone 2 - 50123 Firenze

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Non è al momento previsto nessun termine.

Le adesioni saranno accolte fino a comunicazione contraria, che verrà pubblicata su questo sito.

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Non possiamo fare previsioni temporali.

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La gravità di una sentenza della Corte Costituzionale che invece che essere applicata viene “rivista e corretta” dal governo e sostanzialmente disattesa è certamente prova della fondatezza della nostra azione.

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Lo Studio Legale Frisani si occupa dell’assistenza legale per la gestione dei crediti, ai fini del recupero, avvalendosi di un team di professionisti e consulenti specializzati.

Il network dello Studio è presente su tutto il territorio nazionale e rappresenta una nuova realtà in Italia in grado di garantire un’azione efficace e mirata nella gestione legale ai fini del recupero di crediti contro lo Stato e gli Enti a partecipazione pubblica.

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Gestione Crediti Pubblici G.C.P. è una società nata a Firenze che si occupa della gestione dei crediti ai fini del recupero.

G.C.P. è la prima e unica società in Italia nella gestione del recupero crediti esclusivamente contro la Pubblica Amministrazione. Una scelta definita e importante, alimentata dal lavoro costante di una rete di agenti, professionisti e consulenti specializzati, che opera su tutto il territorio nazionale.

La società ha recuperato, negli ultimi cinque anni, oltre 50 milioni di crediti, grazie a una struttura efficiente e a uno staff specializzato in grado di sostenere i clienti (privati e aziende) nella gestione ottimale dei propri crediti.

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No, il versamento di 126,88€ (100€ + iva e cap) copre le spese derivanti dal deposito dei ricorsi di ogni gruppo. Questa cifra garantisce il supporto di una struttura professionale che ci permette di seguirvi in modo completo, dedicato ed esclusivo.

Come il singolo interessato può leggere nel modulo chiamato “Conferimento di Mandato”: Nessun altro corrispettivo sarà dovuto sia all’avv. Frisani che alla Gestione Crediti Pubblici s.r.l. anche in caso di mancato recupero delle somme vantate.

Come si legge nel modulo chiamato “Conferimento di Mandato” al punto 3, viene riportata la seguente condizione:
– all’Avv. Pietro Frisani contestualmente alla firma del presente atto la somma di € 100,00 oltre iva al 22% e cap (cassa previdenziale degli avvocati pari al 4%) e cosi per complessivi € 126,88 (centoventisei, 88) essenzialmente a titolo di rimborso spese per istruttoria pratica

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La lettera di diffida alla Presidenza del Consiglio dei Ministri può essere inviata anche da chi ha già presentato ricorso.

La diffida deve essere inviata entro e non oltre il 10/12/2016 con raccomandata A/R.

Per saperne di più GUARDA IL VIDEO

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