Oltre ad una pioggia di nostri ricorsi pendenti presso tutti i Tribunali e le Corti dei Conti d’Italia sono oramai numerosissime anche le ordinanze di rimessione presso la Corte Costituzionale del c.d. decreto “Renzi-Poletti”.

Ultima in ordine di tempo è la nuova ordinanza del Tribunale del Lavoro di Cuneo il quale lo scorso 18 novembre ha messo nuovamente alla luce le gravi violazioni ai principi costituzionali posti in essere con il D.L. 65/2015, emesso a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 70 del maggio 2015.

Il Giudice piemontese nelle sue motivazioni chiarisce come vi sia stato in primo luogo una violazione del giudicato costituzionale proprio con riferimento alla sentenza 70/2015 del Giudice delle Legge. In particolare l’elusione del giudicato costituzionale è evidente per tutte le fasce di pensione superiori alle tre volte il minimo inps e “massimamente evidente” in quelle superiori alle sei, che, ricordiamolo, non hanno avuto neanche il riconoscimento del bonus nell’agosto 2015.

Il Tribunale quindi conclude affermando come “con riferimento alla perequazione delle pensioni, il d.l. 65/15 è intervenuto proprio neutralizzando gli effetti (retroattivi) della declaratoria di incostituzionalità“.

Altra violazione rilevata dal Giudice del Lavoro riguarda la retroattività del D.L. 65/2015. Infatti quest’ultimo ha violato il principio riconosciuto anche dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di irretroattività delle legge, in quanto i cittadini in quiscenza hanno visto frustrato il proprio diritto alla perequazioni delle proprie pensioni risultante dalla declaratoria di incostituzionalità del D.L. 201/2011.

Infine il Tribunale ha censurato il modus operandi del legislatore del 2015 anche laddove ha reiterato la sospensione per un tempo non ragionevole del meccanismo perequativo,  condotta che la Corte Costituzionale in altri suoi precedenti ha fortemente stigmatizzato.

L’ennesima rimessione davanti al Giudice delle Leggi delle questioni oggetto dei nostri non fa altro che confermare l’assoluta fondatezza e forza dei nostri ricorsi. Non possiamo far altro a questo punto che aspettare la pronuncia – favorevole – della Corte Costituzionale.

Avv. Pasquale Tancredi
Staff legale rimborsopensioni.it

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