Blocco Stipendiale

Blocco Stipendiale 2017-11-30T17:47:14+00:00
chiusura adesioni blocco stipendiale

Ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo contro il c.d. “blocco stipendiale”

Gentile utente di RimborsoPensioni.it,
se sei un ex dipendente pubblico in pensione e sei andato in pensione dal 2011 in poi l’iniziativa contro il blocco stipendiale può interessarti!

Come ben saprai dal 2010 il tuo stipendio era stato “bloccato”, il che significa che la tua retribuzione non era stata adeguata al costo della vita ( legge n. 122/2010 di conversione del D.L. 78/2010 art. 9 comma 17). Poi cos’è successo? La Corte Costituzionale nel 2015 (sentenza n. 178 del 23/07/2015) ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di questa norma poiché si pone in contrasto -ha affermato la Corte- “con i principi di eguaglianza, di tutela del lavoro, di proporzionalità della retribuzione al lavoro svolto, di libertà di contrattazione collettiva”. Tuttavia – La CORTE COSTITUZIONALE- ha stabilito che il blocco degli stipendi è illegittimo a partire dalla pubblicazione della sentenza e cioè dal 30 luglio 2015.

Sono trascorsi oltre due anni da quando la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il blocco e fino ad oggi nulla è cambiato ed il blocco permane e così i dipendenti pubblici dal gennaio 2010 ad oggi hanno avuto e continuano ad avere un potere d’acquisto notevolmente ridotto.

RimborsoPensioni.it (nato dall’unione di “Gestione Crediti Pubblici srl”, Società che da si occupa di gestire il recupero crediti contro le Pubbliche Amministrazioni, e Studio Legale Frisani che da sempre si occupa di risarcimento danni contro lo Stato), viste le palesi ingiustizie sopra descritte, sta predisponendo un’azione giurisdizionale volta a chiedere per ciascuno degli aderenti: un INDENNIZZO commisurato alla perdita di potere d’acquisto dello stipendio per gli anni 2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2015, 2016, 2017 e sino alla data dell’eventuale rinnovo contrattuale.

Il ricorso sarà proposto davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) alla quale sarà richiesto un importo complessivo per ciascun ricorrente pari a circa 70.00 euro al mese per tutta la durata del “blocco” e – quindi – per un importo complessivo prossimo a circa € 10.000,00.

Perché la CEDU? Perché con la sentenza della Corte Costituzionale (n. 178 del 23/07/2015) si sono esperite – e di fatto esaurite – le vie di ricorso interne (art. 35, co. 1, Convenzione). Di conseguenza l’unica strada ancora percorribile è quella di rivolgersi agli Organismi sovrannazionali, che in più di una occasione si sono dimostrati attenti ai diritti dei lavoratori (vd.: CEDU, n. 26.11.14) ribadendo il principio per il quale: “le ragioni finanziarie non possono essere annoverate come ragioni imperative per comprimere i diritti dei lavoratori”.

Vogliamo, inoltre, ricordarvi che: in caso di esito positivo del ricorso la vostra pensione sarà integrata in base alle maggiorazioni stipendiali ottenute!!!

CHI PUO’ADERIRE

Tutti i pensionati ex dipendenti pubblici appartenenti a qualsiasi Pubblica Amministrazione che sono andati in pensione dal 2011 in poi.

NB. Oltre ai “classici” settori del pubblico impiego scopri quali sono le altre amministrazioni pubbliche che possono aderire

I COSTI

  • € 102,46 + IVA (22%) e CAP(cassa previdenziale forense 4%) = €130,00 in favore dell’Avv. Pietro Frisani
  • un corrispettivo pari al 10% (dieci per cento) oltre iva sull’importo che verrà riconosciuto a titolo di indennizzo/risarcimento per il mancato rinnovo stipendiale in favore di “Gestione Crediti Pubblici srl”.
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