Sportello Informazioni

Sportello Informazioni 2017-12-14T18:52:11+00:00

Perché è necessario ricorrere alla Corte Europea dei Diritti dell’ Uomo ( CEDU) ? 2017-12-07T10:49:55+00:00

Perché la Corte Costituzionale con sentenza n.250/2017 ha ritenuto che il diritto alla rivalutazione della pensione potesse essere mitigato dalle esigenze di finanza pubblica, dichiarando il dl. N. 65/2015 legittimo e non riconoscendo nè il diritto agli arretrati, nè il diritto alla rivalutazione futura degli assegni pensionistici superiori alle 3 volte il minimo INPS ( 1450 euro lordi-1100 netti).

Con la sentenza n. 250/2017 si sono di fatto esperite le vie interne dell’ ordinamento italiano ed il diritto alla rivalutazione delle pensioni potrà essere rivendicato solo davanti ad un giudice sovranazionale.

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Cosa chiederemo? In cosa consiste il ricorso? 2017-12-07T10:46:15+00:00
  • Saranno richiesti a titolo di danni materiali tutti gli arretrati di rivalutazione dal 2012 alla data della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’ Uomo che , in media, si esprime nell’arco dei 3 anni dal ricevimento del ricorso.
  • sarà richiesta alla Cedu una somma a titolo di danno morale per la violazione sopra accertata che la Corte in genere quantifica nello stesso importo del danno materiale. Questa cifra, qualora venga riconosciuta, sarà ESENTASSE
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Dove verrà presentato il ricorso? 2017-12-13T13:01:14+00:00

Alla Corte Europea dei Diritti dell’ Uomo (CEDU), che ha sede a Strasburgo, sarà quindi un NUOVO giudizio perché la CEDU non è un giudice di quarta istanza ma un giudice che si occupa di accertare eventuali violazioni degli Stati membri dell’Unione rispetto alla Convenzione Europea dei Diritti dell’ Uomo e ai protocolli successivi.


Documenti di Approfondimento

Schema semplificato del percorso di un ricorso dinanzi alla Corte

Violazioni per articolo e per stato (1952 – 2016)

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Chi può aderire? 2017-12-07T10:36:16+00:00

Possono aderire solo:

  1. Tutti coloro i quali sono stati nostri ricorrenti contro il dl. N.65/2015 altrimenti detto “Bonus Poletti”
  2. Tutti coloro i quali hanno interrotto la prescrizione inviando la lettera di diffida all’ Inps entro e non oltre il 31/12/2016 tramite raccomandata AR e sono in possesso di una copia
  3. Tutti coloro i quali hanno presentato ricorso amministrativo
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È previsto un termine temporale per l’adesione al ricorso? 2017-12-07T10:49:22+00:00

Sì. Accetteremo solamente le adesioni che ci perverranno entro e non oltre il 31/01/2018.

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Qual è il termine per la presentazione di un ricorso dinanzi alla Corte? 2017-12-07T10:50:45+00:00

La Corte può essere adita entro un periodo di sei mesi a partire dalla data della decisione interna definitiva (articolo 35, co. 1).

Il periodo di sei mesi decorre dal giorno nel quale il ricorrente o il suo avvocato abbiano avuto conoscenza del dispositivo della sentenza. Il termine semestrale scade l’ultimo giorno del periodo di sei mesi, anche se questo giorno cade di domenica o in un giorno festivo.

Idealmente, l’avvocato dovrebbe spedire il ricorso alla cancelleria della Corte EDU il più presto possibile, e comunque prima della scadenza del termine.

Il computo del termine di sei mesi verrà sospeso solo a seguito dell’invio alla Corte di un ricorso che risponda ai parametri elencati all’articolo 47 del Regolamento della Corte. Verrà aperto un fascicolo solo quando la Corte riceverà un ricorso completo, che includa tutti i documenti necessari. È quindi vivamente consigliato inviare il formulario di ricorso alcune settimane prima della scadenza del periodo di sei mesi per consentire, ove necessario, integrazioni al formulario di ricorso o l’aggiunta di ulteriori documenti entro il termine ultimo di sei mesi, onde evitare il rischio del rigetto del ricorso senza un previo esame.

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Come fare per avere la documentazione? Quali sono i documenti da inviare? 2017-12-07T10:43:52+00:00
1) SE HAI GIA’ FATTO RICORSO CON RIMBORSOPENSIONI.IT

Scarica la modulistica da questo link

2) SE NON HAI ANCORA FATTO RICORSO CON RIMBORSOPENSIONI.IT

Scarica la modulistica da questo link

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E’ possibile inviare la documentazione anche via pec/fax/mail? 2017-12-07T10:48:18+00:00

Assolutamente no.

La documentazione deve essere inviata in originale, in busta chiusa, a mezzo posta prioritaria o raccomandata.

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Quanto costa aderire? 2017-12-12T12:15:00+00:00

A) Già ricorrenti di RimborsoPensioni.it :

Abbiamo iniziato insieme questo percorso, quindi riteniamo che chi vorrà continuare a rivendicare il proprio diritto alla rivalutazione della pensione affidandosi a noi ancora una volta debba essere concretamente ringraziato per la fiducia concessa, quindi, nonostante i costi alti che presentare un ricorso alla Cedu comporta, il prezzo sarà il seguente:

. euro 150,00 + IVA (22%) e CAP (cassa previdenziale forense 4%) = euro 190,32 per compenso professionale in favore dell’ Avv. Pietro Frisani

. alla Gestione Crediti Pubblici s.r.l., solo in caso di esito positivo del ricorso e di effettivo incasso delle somme, un corrispettivo pari al 10% (dieci per cento) oltre iva ( per un totale di 12,20% ) sull’importo che verrà riconosciuto a titolo di indennizzo/risarcimento per il mancato adeguamento della pensione;

 

B) Nuovi ricorrenti

Euro 250,00 + IVA (22%) e CAP(cassa previdenziale forense 4%) = euro 317.20 per compenso professionale in favore dell’ Avv. Pietro Frisani

. alla Gestione Crediti Pubblici s.r.l., solo in caso di esito positivo del ricorso e di effettivo incasso delle somme, un corrispettivo pari al 10% (dieci per cento) oltre iva ( per un totale di 12,20% ) sull’importo che verrà riconosciuto a titolo di indennizzo/risarcimento per il mancato adeguamento della pensione.

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Come possiamo pagare l’acconto richiesto? 2017-12-11T16:45:26+00:00

tramite bonifico bancario della quota di adesione al ricorso disposto in favore dell’Avv. Pietro Frisani

IBAN IT62U0616002808100000005827

Cassa di Risparmio di Firenze

ed inviandoci copia contabile con il plico della modulistica richiesta.

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A cosa serve la lettera di diffida? 2017-12-11T16:42:17+00:00

Avere copia della lettera di diffida inviata all’ Inps entro il 24/10/2017 ( data dell’ udienza in Corte Costituzionale) serve a dimostrare di aver interrotto la prescrizione e di avere ancora un diritto alla rivalutazione della pensione in essere. È quindi documento necessario per i requisiti di partecipazione al ricorso.

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A cosa serve il cedolino di agosto 2015? 2017-12-11T16:39:19+00:00

Il cedolino/statino del mese di agosto è fondamentale per capire se si è tra le persone che possono ricorrere. Sarà inoltre uno degli strumenti di prova da presentare al giudice.

Se si percepisce una pensione tra i 1.450 e i 3.000 euro lordi il cedolino di agosto 2015 riporterà la voce applicazione sentenza 70/2015.

Tale voce è la conferma che l’interessato ha diritto a ricorrere.

Se si percepisce una pensione lorda pari o superiore ai 3.000 euro lordi tale voce non sarà riportata sul cedolino di agosto 2015 poiché nessuna una tantum è riconosciuta per pensioni di tale importo.

Anche in questo caso l’interessato ha diritto a ricorrere.

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Quali saranno gli effetti di una eventuale sentenza favorevole da parte della CEDU? 2017-12-11T16:48:05+00:00

Una eventuale sentenza favorevole da parte della CEDU avrà effetti solo per i pensionati che avranno fatto ricorso. Non ci saranno quindi effetti estensivi della sentenza ( non vale il principio degli effetti ERGA OMNES), lo Stato italiano dovrà rispettare la sentenza riconoscendo quanto stabilito dalla Corte Europea dei Diritti dell’ Uomo nei riguardi dei cittadini ricorrenti.

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Cosa succede se il giudice respinge le nostre richieste? Ci saranno spese di soccombenza? 2017-12-11T16:55:09+00:00

Il regolamento della Corte Europea dei Diritti dell’ Uomo non prevede la condanna alle spese per il ricorrente privato, ma solo per la parte pubblica.

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Possono aderire anche coloro i quali sono andati in pensione nel 2014 /2015? 2017-12-11T16:52:20+00:00

Non vi è utilità alcuna di ricorrere per questi pensionati e questo perché la legge finanziaria (legge di stabilità) per il 2014, L. n.147/2013 del 27/12/2013 art. 1, comma 483, ha infatti ripristinato la  rivalutazione monetaria delle pensioni in termini più conformi ai principi costituzionali.

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Può presentare ricorso anche chi percepisce una pensione superiore ai 3.000 euro lordi? 2017-12-11T16:54:01+00:00

Sì, chi percepisce una pensione pari o superiore ai 3.000 euro lordi (corrispondente a circa 2.000 euro netti) può ricorrere poiché, dal 2011, ha subito il blocco delle pensioni e avrebbe diritto agli arretrati e alla rivalutazione futura della pensione, come stabilito dalla sentenza Corte Cost.70/2015. Questa sentenza è stata disattesa dal decreto legge n.65/2015 (“Decreto Renzi”) che non ha riconosciuto niente alle pensioni di importi pari o superiori a 3.000 euro lordi.

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Posso adire la Corte Europea dei Diritti dell’ Uomo senza essere patrocinato da un legale? 2017-12-11T16:50:39+00:00

Sino alla fase di ammissibilità del ricorso la parte può anche non essere patrocinata da un avvocato, che invece sarà necessario sempre dal momento della dichiarazione di ricevibilità del ricorso.

Si  precisa  che la fase della ricevibilità è quella con il tasso più alto di decisioni negative (circa il 97% dei ricorsi vengono dichiarati irricevibili per errori nella compilazione del formulario).  Il nostro studio, in ogni caso, non accetterà di rappresentare ricorrenti solo nella seconda fase.

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È possibile che uno Stato si rifiuti di dare esecuzione ad una sentenza della CEDU sulla base del fatto che il giudice interno di ultima istanza o la Corte Costituzionale dello stesso sostenga che non sia intervenuta una violazione della legge costituzionale nazionale o della Convenzione? 2017-12-11T16:49:06+00:00

No. Gli Stati sono tenuti a rispettare le sentenze in cui sono parti convenute; pertanto le loro Corti Costituzionali o Supreme sono vincolate dall’interpretazione della Convenzione dettata dalla Corte Europea dei diritti dell’ Uomo nonché dalle conclusioni della stessa in merito all’avvenuta violazione della Convenzione.

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Chi si assicura che lo Stato dia attuazione alle sentenze della Corte Europea dei diritti dell’ Uomo? 2017-12-11T16:44:34+00:00

Il comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa

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Chi è responsabile per l’esecuzione delle sentenze della CEDU? 2017-12-11T16:56:14+00:00

Responsabile per l’esecuzione delle sentenze della CEDU è lo Stato convenuto che è tenuto a porre fine alle violazioni della Convenzione in corso e a impedire che le stesse si verifichino nuovamente in futuro.

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La Corte Europea dei diritti dell’ Uomo può privare di efficacia le leggi interne o le decisioni dei giudici nazionali adottate in violazione della Convenzione? 2017-12-11T16:43:31+00:00

No. La CEDU può soltanto affermare che certe azioni, omissioni, leggi o decisioni giudiziali di uno Stato violano la Convenzione. Essa non può privare di efficacia o annullare tali atti.
Ad ogni modo, gli Stati sono vincolati dalle conclusioni della CEDU, nella misura in cui viene loro richiesto di assicurare, da un lato, che si ponga fine alle violazioni della Convenzione in corso e, dall’altro, che tali violazioni non si verifichino nel futuro.

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Quali sono i contenuti delle sentenze della CEDU? 2017-12-11T16:47:04+00:00

Nelle proprie sentenze, la CEDU si pronuncia sulla condotta dello Stato convenuto stabilendo se vi è stata o meno una violazione e, in caso affermativo, indica quali articoli della Convenzione o dei Protocolli sono stati violati.

Quando un ricorrente ha presentato richiesta di equa soddisfazione, la CEDU si pronuncia anche in merito a tale questione stabilendo se questi abbia diritto o meno a ricevere una forma di indennizzo/risarcimento da parte dello Stato convenuto (solitamente una somma di denaro).

-In caso di ripetute violazioni, tipicamente di natura legislativa, la CEDU può disporre che lo Stato convenuto emani, modifichi o abroghi una determinata normativa interna, talvolta è possibile che la Corte Europea Dei diritti dell’ Uomo stabilisca una data ultima entro cui questa operazione deve avere luogo.

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Esiste un termine temporale entro cui la Corte Europea dei diritti dell’ Uomo può esprimersi? 2017-12-11T16:58:58+00:00

Non c’è un termine di legge, tuttavia la CEDU si esprime generalmente nell’arco di tre anni da quando dichiara ammissibile il ricorso.

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Sportello Informazioni CEDU

50 Domande CEDU

La CEDU in 50 domande e risposte

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